Alimentazione in Montagna

di Roberto Morelli

L’alimentazione è uno degli argomenti più discussi e commentati da esperti in materia e semplici appassionati. In montagna occorre tener conto che l’attività di tipo sportivo o ludico comporta un aumento del fabbisogno energetico. Per questo motivo è fondamentale prestare attenzione alla scelta degli alimenti che dovranno essere digeribili, calorici e protettivi verso lo stress ossidativo derivante dall’attività fisica e dalle condizioni ambientali d’alta quota (escursione termica, raggi ultravioletti, rarefazione dell’ossigeno). Decisivo dunque sarà l’utilizzo e l’abbinamento di materie prime di qualità, che rispettino la stagionalità di verdura e frutta, e che siano il più possibile raccolti e lavorati nel territorio per garantire la buona concentrazione di vitamine A, C ed E.

La vitamina A è particolarmente presente nelle carote e in tutti gli ortaggi di colorazione arancione e rosso (zucche, barbabietole, rapanelli); la vitamina C, sensibile alla luce ed alla temperatura, è presente invece negli agrumi, frutti di bosco, nelle mele e verdure; la vitamina E si trova negli oli vegetali, nelle noci e nocciole. Buone norme riassuntive comunque consistono nel frazionare i pasti nel corso di una giornata di escursioni in alta quota preferendo una ricca colazione (un’ora prima di mettersi in marcia) a base di carboidrati e proteine (fette biscottate, frutta secca, latte, yogurt, uova), un pranzo composto da alimenti nutrienti ma leggeri (panino con fontina e motsetta, verdure e frutta di stagione), ed un costante reintegro di liquidi tenendo conto che l’acqua risulta nel tempo la miglior bevanda.
In montagna infatti, soprattutto con l’abbassarsi delle temperature, viene quasi spontaneo concedersi un buon bicchiere di vino o un drink “da rifugio” come grappe e bombardini. Non c’è nulla di male in questo ma bisogna tenere in considerazione che l’alcool ha un forte effetto vasodilatatore e questo porta a dimenticarsi del freddo perchè, con l’aumentare della circolazione, il sangue si raffredda più velocemente. Inoltre l’alcool influisce anche sulla quantità di ossigeno che arriva al cervello e con la già importante rarefazione dell’aria che caratterizza l’alta quota, il senso di stordimento risulta molto più forte.

In definitiva un’alimentazione sana e calibrata sulle diverse attività da svolgere e sulle condizioni ambientali esterne, aiuta ad ottenere risultati psico fisici ideali e a godere appieno degli innumerevoli benefici che la montagna può offrire.