Salute in alta quota: Sole amico mi ci ficco!
Colpo di calore: come riconoscerlo e prevenirlo.

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Parola d’ordine Rallentare!

La natura che sboccia, il cielo terso, l’aria pulita, il placido gorgoglio dei ruscelli, sono elementi che consentono alla nostra mente di mettere un freno naturale alla fretta che caratterizza le giornate lavorative. A questo proposito la montagna offre un valido alleato per garantire anche ai più stressati la possibilità di rigenerarsi e di ritrovare l’equilibrio psico-fisico.

La montagna inoltre, nei mesi caldi e assolati, garantisce all’organismo benefici indiscutibili a livello cardio-respiratorio (grazie ad aria salubre, più secca e meno inquinata), muscolo- scheletrico (per l’incremento dell’attività fisica all’aria aperta) e neurologico (attraverso la meditazione e la contemplazione, favorite dall’isolamento e dalla riduzione di sollecitazioni acustiche e visive tipiche delle città).

Nella scorsa edizione ci eravamo concentrati sui danni che potrebbe provocare agli occhi la luce solare riflessa da neve e ghiaccio. In estate, le insidie dell’alta quota prendono il nome di Insolazione e Colpo di Calore che si associano ad un incremento anormale della temperatura corporea per un’esposizione eccessivamente prolungata al sole che, nel secondo caso, viene esacerbata dall’attività fisica e dalla disidratazione.

Come riconoscere quindi un colpo di calore? Tra i sintomi più comuni si riscontrano: calore al viso, mal di testa, febbre, spossatezza, vertigini, nausea, sensazione di oppressione toracica, tachicardia e convulsioni. Nei casi più gravi vi ricordiamo di richiedere sempre l’intervento dei sanitari.

Se si trattasse invece di una blanda insolazione, l’obiettivo principale è quello di raffreddare la persona coinvolta, in particolare, facendola distendere in un ambiente ombreggiato e arieggiato cercando di farla bere acqua fresca, non fredda. Buona norma è poi bagnare il malcapitato con impacchi freddi cercando di abbassare il più possibile la temperatura corporea.  Occorre dunque applicare alcune sensate regole di buona educazione sanitaria ogni volta si decida di fare un’escursione o attività all’aria aperta in alta quota: coprire la testa con cappelli o foulard, indossare abiti chiari e traspiranti, idratarsi con regolarità evitando bevande alcoliche, fare pause frequenti e riposarsi all’ombra appena possibile, buona norma sarebbe poi quella di evitare, quanto possibile, di iniziare passeggiate e scalate nelle ore più calde della giornata.

La regola più importante resta sempre quella di dialogare con il proprio corpo, ascoltandolo ed assecondandolo, in tutte le stagioni dell’anno e della vita.

Buona estate a tutti!