La montagna è sinonimo di grandi spazi, libertà, natura, vita sana ed aria pulita. Un luogo salubre e vitale di cui tutti conosciamo le proprietà benefiche ma che può comportare una serie di rischi per la salute che bisogna conoscere per poter prevenire.
L’alta montagna espone infatti l’organismo umano a particolari sollecitazioni fisiche e meccaniche che possono produrre sulla salute conseguenze imprevedibili e potenzialmente pericolose.

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In questa rubrica ci focalizzeremo su queste problematiche con consigli sulla prevenzione e sulla gestione di eventi imprevisti ma molto frequenti, quasi sempre correlati all’altitudine ed al clima montano.
L’altitudine può mettere alla prova il sistema respiratorio e cardiocircolatorio.
Il rischio principale, al di sopra di una certa altezza (2000/2500 metri), risulta nel male di montagna acuto, conseguenza di un abbassamento della concentrazione di ossigeno dell’aria inspirata (rarefazione) che determina ipossia (ridotta ossigenazione del sangue).
I sintomi più frequenti sono: mal di testa, vomito, malessere generale, affaticamento respiratorio ed insonnia. In alcuni casi possono insorgere sintomi neurologici quali vertigini e letargia.
Nella maggior parte dei casi i segni restano lievi e la condotta da tenere è molto semplice: riposarsi ed attendere che l’organismo si adatti alle nuove condizioni climatiche ed altimetriche, evitare sforzi fisici impegnativi, utilizzare blandi antidolorifici (paracetamolo) ed idratarsi abbondantemente (2-3 litri di acqua al giorno).

Il clima montano, rappresenta un vero toccasana per l’organismo umano per i suoi innumerevoli benefici psicofisici (azione sul sistema neurologico, emopoietico, respiratorio, endocrinologico), risultando dunque particolarmente indicato negli individui affetti da asma bronchiale, anemia, ed ipertiroidismo.
D’altro canto, il nostro organismo è fatto per vivere a livello del mare ed in montagna, il freddo, il vento, le escursioni di temperatura e la mancanza di riserve energetiche possono compromettere l’equilibrio fisiologico di alcuni apparati (visivo, cutaneo, muscolare, cardiorespiratorio) con effetti potenzialmente dannosi.

In conclusione

Sono dunque regole di buon senso utilizzare indumenti idonei, vestirsi a strati, indossare occhiali da sole anche in condizioni di nuvolosità, proteggere le zone del corpo più esposte e vulnerabili (viso, mani, piedi) ma soprattutto ascoltare il proprio corpo e la propria mente, rispettandoli ed assecondandoli, in modo da lasciare a casa pensieri, preoccupazioni e…medici curanti!