C’era una volta il Bob… a Breuil – Cervinia

La favola dell’ incontro tra un Re degli Sport Invernali e la Principessa delle Nevi delle Alpi Occidentali iniziò tanti, tanti anni fa.
Era l’inizio degli anni ’60.
L’unica pista da Bob presente in Italia era quella di Cortina ma la popolarità di Breuil-Cervinia aumentava di giorno in giorno anche grazie all’ interesse che il  Jet-set internazionale stava dimostrando verso di essa.
E proprio quasi in aperta “concorrenza” con Cortina, un gruppo di appassionati di questo sport, innamorati di Cervinia, quasi tutti di origini milanesi, decisero di realizzare anche qui una pista.
Alla guida di questi intraprendenti ma concreti sognatori c’era Luigino Gallia proprietario del Grand Hotel Cervinia con al suo fianco l’ ex Commissario Tecnico della Nazionale, dott. Botta.
La progettazione venne affidata all’ ing. Luciano Galli, che la disegnò seguendo i criteri delle piste più prestigiose di allora come Cortina e Saint Moritz. Non rimaneva che individuare la location: la scelta fu quasi scontata e ricadde sulla splendida e vasta area adiacente al Lago Bleu.
Costruire l’opera fu impresa estremamente complessa: molti lavori richiedevano interventi manuali e le condizioni climatiche non erano di certo d’aiuto. Una volta ultimata la struttura in calcestruzzo, per la realizzazione vera e propria della “ghiacciatura naturale della pista”, venne accumulata, in oltre un mese di lavoro, una vera e propria montagna di neve che servì non solo per delimitare il tracciato, ricoprire i muri grezzi e per rifinire i sottofondi ma, impastata con l’acqua, venne gettata sulle fredde pareti di cemento per dare vita alle tanto attese curve aeree.
Alle difficoltà pratiche si sommavano poi quelle riguardanti la manutenzione che richiedeva la presenza di in loco di almeno 15 addetti per ogni giorno di utilizzo della pista.

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Quando l’opera fu completata però, l’entusiasmo e la gioia presero posto di ogni altro sentimento e preoccupazione. Il percorso era lungo 1500 m, con un dislivello di 139 m, una pendenza media del 9,34% e una massima del 13,9%. Diciotto erano le curve che raccordavano due rettilinei molto lunghi e ripidi che consentivano ai bob di toccare anche i 140km/h di velocità.

La pista venne inaugurata una prima volta, informalmente nel 1963, con una prima discesa -test eseguita da Eugenio Monti (il grande rosso volante) con il Bob vincitore delle Olimpiadi di Cortina del  1956; a questa prima discesa ne seguirono molte altre fino al 1966, data in cui si tenne la presentazione ufficiale della pista al Mondo. L’inaugurazione fu maestosa e avvenne alla presenza delle massime autorità dell’epoca tra cui il mitico Leo Gasperl, il fondatore della Scuola di sci del Cervino, del Grande Uff. Luigi Cravetto, della Società Impianti  Fune del Cervino e del Commendator Piero Oneglio, Presidente della F.I.S.I. Tra di loro c’erano anche i rappresentanti della Giunta Regionale e Comunale e una nutrita rappresentanza della popolazione locale, oltre a numerosi personaggi e personalità di fama internazionale, di attori e di “innamorati” di Cervinia.

Nei pressi della pista sorse poco dopo la “Scuola di Bob delle Forze Armate” organizzata dall’ Aeronautica Miltare. Inizialmente gli atleti Italiani erano quasi tutti provenienti dal Triveneto ma ben presto tantissimi Valdostani scoprirono l’ adrenalina che il Bob regalava e decisero di dedicarsi anima e corpo (come solo loro sanno fare) a questa disciplina tanto complessa quanto liberatoria. I primi a mettersi in evidenza furono Maurizio Compagnoni di Cervinia, Gianni Bonichon (argento olimpico Sapporo 72) e Franco Perruquet (Campione del Mondo 75 proprio sulla pista del Lago Bleu).

La fama della pista di Breuil-Cervinia crebbe talmente tanto che il fascino delle sue curve di ghiaccio era capace di richiamare, mediante l’ organizzazione di eventi sportivi di altissimo livello, appassionati di Bob e atleti provenienti da tutto il mondo. Indimenticabili sono ancora le discese del Principe Michele di Kent (1970) e del Principe Alberto di Monaco (1990) entrambi abituè al Breuil con le loro squadre agonistiche. E poi i numerosi personaggi dello spettacolo come Renato Rascel e il mitico duo “Cocchi e Renato” solo per citarne alcuni. Non a caso qui vennero organizzate numerose Competizioni Internazionali di Coppa del Mondo e di Campionati Europei ma l’ apice venne raggiunto con la disputa dei prestigiosi Campionati del Mondo in prova unica degli anni ’71 – ’75 e ’85, gare trasmesse in diretta integralmente dalla Rai TV.

Fu il 1991 a segnare, come spesso avviene tra amanti, una battuta di arresto: l’impavida e sinuosa Regina delle discese si aggiudicò l’organizzazione dei Campionati del Mondo del 1993 ma si rendevano ormai necessari complessi e onerosi lavori di adattamento del tracciato e di ammodernamento delle strutture. Purtroppo però le risorse economiche non erano sufficienti a consentire questi interventi.

La pista venne quindi chiusa. Le speranze di poterla magari un giorno riaprire vennero completamente affossate negli anni prima del 2006 quando Torino venne scelta come capitale delle Olimpiadi Invernali e il rifacimento del tracciato del Lago Bleu non riuscì più a rientrare nella programmazione Olimpica.

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Ma le belle storie hanno da sempre bisogno che qualcuno che le conservi, le curi,  le racconti e le tramandi con amore e senza rimpianti. E Cervinia questo lo sa (e lo fa) bene. Lo “scrigno” in questo caso si chiama “Yeti Pub”. Il locale storico venne scelto fin dall’inizio come luogo di ritrovo da parte di tutti gli amanti del Bob, degli atleti del Bob Club Cervino, degli sportivi provenienti da ogni parte del Mondo,di semplici appassionati che si davano (e si danno) appuntamento qui per parlare di tecnica, di velocità, di assetto, di equilibrio e di vittorie ma anche solo per fare due chiacchiere con Maurizio Bruzzone, anima dello Yeti, bobbista di non trascurabile successo, che felice di divulgare, assieme ad alcuni amici ed ex compagni di squadra come Ennio Fosson, la cultura del Bob.

E così, nel dicembre del 2015, tutti loro hanno raccolto un vero e proprio tesoro fatto di filmati, foto, trofei, storie e racconti e li hanno presentati al pubblico nell’ambito della mostra “C’era una volta il Bob. Cervinia 1963 – 1991” che ha richiamato a Saint – Vincent una gran folla di appassionati e curiosi. Una sorta di filò dei tempi moderni.

Ma la storia non finisce qui.

E’ infatti lo stesso Yeti a parlare ancora di quei fasti e di quei successi: basta buttare l’occhio sulle pareti di questa tana per farsi conquistare dal fascino di quegli anni. Basta prestare attenzione per udire ancora le risate fragorose degli atleti che di giorno si sfidavano a suon di “traiettorie perfette” e la sera festeggiavano vittorie e sconfitte con un bel boccale di birra.

E, tra le coppe, i trofei e le parole di quelli che c’erano, che hanno vissuto la storia del Bob e che ancora la tengono nel cuore, anche voi vi scalderete al ricordo di quelle avventure, di quell’impegno, di quello sport ma soprattutto di un bel sogno o, se preferite, di una bella favola. Ed è bello ricordarla così, come una bella favola, perché se è vero che i sogni prima o poi finiscono, le favole, in fondo, anche se arriva la parola fine, durano per sempre.

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Il Bob a Quattro

IL PILOTA

L’ avventura sta per iniziare,
forza ragazzi date una bella botta,
pochi passi e sono già senza fiato,
ormai ci sono, a metà non mi posso fermare,
fino in fondo li devo portare
con gli occhi che corrono più veloci della nostra slitta.

IL NUMERO 2

Cinque secondi e devo saltare,
attento, il pilota non devo toccare,
ogni curva conosco ma non devo guardarle
posoo solo sentirle ogni una diversa dell’ altra.

IL NUMERO 3

Esplodo durante la spinta
guardando bene dove metto i miei piedi
l’ importante è non scivolare,
se sbaglio l’ appoggio non riesco a salire
e il record di spinta lo lascio svanire.

IL BREAK

Strano nome per chi non deve frenare,
se non dopo l’ arrivo
dove io ho la maggior pressione sulle spalle;
spinte laterali a posto, giu la testa e contare bisogna
ogni curva per sapere dov’ è che il tempo si ferma
e la mia forza arresta la corsa.

Autore anonimo

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