La  “ 24 ore di monopattino “

Storia senza pretese di una estate all’ombra del Cervino

di Rodolfo Carrera con il contributo di Maurizio Bruzzone

Foto di Maurizio bruzzone, Rino Pascarella, Niccolò Benetton

Correvano gli anni ’80 e dopo le intense stagioni invernali la conca del Breuil offriva ai suoi affezionati frequentatori estati tranquille tra i sentieri dei vari rifugi e le 9 buche del campo da golf. Mostre d’arte, convegni culturali, incontri pubblici con personaggi di tendenza riempivano le giornate in attesa della gran festa di ferragosto con assolute protagoniste le Guide del Cervino nei loro tradizionali e tipici costumi. Non contenti del tranquillo e composto incedere dell’estate all’ombra della Gran Becca, quelli dello “Scotch” si inventarono allora un evento che negli anni a seguire, visto il continuo e crescente successo, assurse a valore di Campionato Mondiale : la “24 ore di monopattino”.
L’idea e la formula vennero riprese dalle edizioni svoltesi negli anni 1970, 71 e 72 proposte da Rudy Platzgummer, il Baffo gestore del mitico locale, che propose ed organizzò la gara, con protagonista la squadra “Compagnoni-Pellissier”, per coinvolgere i turisti che a Cervinia trascorrevano la pigra estate riservando ai ragazzi del Breuil una competizione ridotta ad una sola ora.

Negli anni ’80 l’evento venne riproposto con maggior vigore sempre dal gran cerimoniere Rudy il Baffo e con assoluta ufficialità inserita in un circuito di gare che si svolgevano nel Canavese, nel Cuneese ed in Liguria fino ad oltrepassare i confini in Svizzera, Germania ed anche Finlandia. Cervinia rappresentava la meta finale e, in virtù di un contesto assolutamente unico, risultò la più prestigiosa e quella maggiormente ambita dai concorrenti. Si trattava di una competizione a squadre di cinque elementi che per 24 ore !!! , con cambi regolari e prestabiliti, spingevano il loro monopattino sul circuito disegnato nel centro del Breuil: partenza in via Carrel davanti allo Scotch in salita verso piazzale Planet e giù in discesa in via Bich, lungo il Marmore, fino al micidiale curvone della Scuola di Sci (teatro di numerosi spettacolari incidenti impietosamente ripresi dall’obbiettivo del sempre presente M.llo Guidetti ), per immettersi di nuovo in salita su via Carrel fino alla “zona cambio” e traguardo per 550 metri e per 24 ore !!! Tutto veniva affrontato con la massima professionalità e le squadre partecipanti predisponevano il proprio box di assistenza fornito di brande ed officina dove potersi ritemprare ed intervenire per eventuali riparazioni tecniche ai mezzi. Il tutto per 24 ore !!!

Sempre molte le squadre a contendersi l’ambito trofeo in palio con le tante di Cervinia che, non intendendo lasciarsi battere da improbabili “stranieri”, per tutta l’estate spingevano come matti su e giù per il paese i loro mezzi accuratamente costruiti ed assemblati in ogni minimo particolare dai tre maghi del monopattino Franco Rocchetta, Domenico Gallina e “Nonno” Micheletti anche loro in competizione nel trovare soluzioni tecniche che meglio si potessero adattare all’ estenuante ritmo della gara. Al primo weekend d’agosto il centro di Cervinia si trasformava così in un vero e proprio circuito transennato e chiuso al traffico per lasciare spazio agli impavidi gladiatori che mettevano in scena una corsa di 24 ore degna delle migliori tradizioni delle piste di Le Mans o Daytona con il pubblico sempre numeroso che da bordo pista incitava i propri pazzi cavalieri. Che spettacolo ! San Grato, La Contea, Scuola Sci, Grivola-Yeti-Gran Becca con Maurizio Bruzzone ed Ennio Fosson, Team Perrin e tante altre ancora le squadre a contendersi la vittoria per essere incoronati Campioni Mondiali di Monopattino ed alzare orgogliosi la Grolla dei vincitori. Assolutamente degna di nota anche la squadra “rosa” del Team Dandalo’s con Brunella e Mirian Meynet, Wanda Barmasse, Manuela Pizzini e Marina Perron.

Anch’io, un anno, ho provato l’emozione e la follia della partecipazione a questa pazza gara con la squadra del Bob Club Cristallo rinforzata dai “prestiti” Maurizio Gamba, Livio Barmasse ed Ettore Bellotti con l’assistenza tecnica e professionale del mitico Gallina e quella decisamente più goliardica del Pippo Marcantoni con grappa, grolla e vin brulè : un’impresa! Ancora oggi, a distanza di anni, rivivo l’icubo della salita fino al Punta Maquignaz dove una griglia trasversale alla strada spezzava inesorabilmente il ritmo della spinta e rendeva un inferno gli ultimi 50 metri prima della curva del Planet che immetteva sulla discesa e concedeva un pò di respiro fino al curvone, con Guidetti sempre pronto ad immortalare ogni svarione, per poi iniziare la salita ed un’altro estenuante giro per 24 ore !!!! E  ricordo con piacere l’incitamento della folla che durante tutta la giornata assiepava il bordo-pista dando conforto e slancio agli improvvidi gladiatori ma ricordo come un incubo l’eterna notte che non finiva mai a spingere nel freddo come matti fino a ritemprarsi alle prime luci dell’alba che iniziavano a rischiarare la punta del Cervino tornando a farci compagnia e a darci la forza di concludere la nostra pazza impresa.

Tutte sensazioni che ad ogni edizione si riproponevano con spirito nuovo a segnare un periodo fino agli anni ’90 denso di allegria e spensieratezza all’ombra della Gran Becca. Negli anni successivi, fino al 2004, la tradizione del monopattino a Cervinia continuò nella formula di gara-sprint perdendo però quel fascino e quell’appeal che la “24 Ore di Monopattino” aveva saputo trasmettere d’estate nella conca del Breuil. Certo nostalgia del passato, ma nella serena consapevolezza di aver vissuto un periodo irripetibile e conosciuto fantastici personaggi che hanno contribuito a scrivere un pezzo di storia senza pretese di un’estate all’ombra del Cervino.

 

Rodolfo  Carrera